01/10/2017

Prof. Bassi - Tumore al Pancreas: Le nuove strategie terapeutiche e chirurgiche

http://www.medicinaeinformazione.com Il Tumore al Pancreas è ancora oggi uno fra i più difficili da trattare, sia per la difficoltà di fare diagnosi in una fase precoce sia perchè i farmaci finora utilizzati non erano particolarmente efficaci e la chirurgia non offriva una buona qualità di vita post operatoria. Ma negli ultimi anni lo scenario sta profondamente cambiando e per conoscere le tecniche più innovative di trattamento - farmaci con un nuovo meccanismo d'azione, nuove tecniche come la radiofrequenza o la elettropolazione, chemioterapie neoadiuvanti che rendono resecabili oggi anche tumori una volta non operabili e una chirurgia che garantisce poi, grazie agli enzimi pancreatici e alla gestione del diabete programmato una buona qualità di vita - abbiamo incontrato il Prof. Claudio Bassi, Direttore dell'Unità di Chirurgia del Pancreas all'Istituto del Pancreas AOUI di Verona, uno dei maggiori centri a livello mondiale per la cura del tumore al pancreas, che ci ha parlato dei fattori di rischio (stili di vita non sani e obesità ad esempio oltre ad alcune forme di pancreatite e alla familiarità se si hanno 2 o 3 casi in famiglia) della diagnostica oggi a disposizione (ecografia,ma anche Tac - per lesioni solide - o risonanza magnetica - per lesioni cistiche) e di come la ricerca abbia individuato almeno 4 mutazioni genetiche differenti in quello che una volta era considerato un unico tipo di tumore pancreatico - e parliamo dell'adenocarcinoma duttale - scoperta che porterà nel giro di pochi anni alla messa a punto di farmaci sempre più personalizzate, le target therapy ritagliate sul singolo tumore nel singolo paziente. Ma già oggi i farmaci di ultima generazione, in abbinamento alla chemioterapia sono in grado di colpire non solo le cellule tumorali ma anche le cellule fibrotiche ed infiammatorie che circondano le cellule tumorali rendendo i trattamenti più efficaci, tant'è che alcune forme tumorali non operabili possono essere oggi trattate con chemioterapie neoadiuvanti che consentono di ridurre il tumore e renderlo quindi resecabile. E accanto alla chirurgia tradizionale nelle forme che non possono essere trattate con la pancreatectomia radicale vi sono oggi nuove tecniche che offrono risultati molto promettenti, e parliamo di radiofrequenza, quindi un'ablazione termica ad alte temperature delle cellule tumorali che può essere eseguita in laparoscopia o per via transcutanea dal radiologo interventista, e di elettropolazione una tecnica con degli aghi che sono in grado di "stordire" le cellule tumorali inducendole ad aprire dei varchi nelle loro membrane, fenomeno che consente di far penetrare all'interno delle cellule una quantità di farmaco fino a 70/80 volte superiore a quello che si può fare con la chemioterapia tradizionale per via endovenosa e inoltre di indurre ad apoptosi (morte ) le cellule tumorali. Senza dimenticare che la chirurgia, quando sia possibile, e quindi nel 25/30% dei casi, resta una opzione fondamentale tanto più che oggi le tecniche chirurgiche consentono di tagliare e coagulare con grande rapidità e affidabilità, consentendo di accedere alla sala operatoria anche a pazienti complessi con comorbidità che una volta non potevano sopportare un intervento simile. E in conclusione il Professore ci parla dalla qualità di vita post chirurgica che un tempo era gravata da un malassorbimento importante con grave perdita di peso e oggi invece grazie al trattamento tempestivo del diabete programmato e alla somministrazione di enzimi pancreatici per la funzione esocrina digestiva consente al paziente di avere una vita sovrapponibile a quella di altri pazienti diabetici.




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